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Storia del Popolo

Saharawi

IL PERIODO PRE-COLONIALE
La struttura sociale delle comunità nomadi del Sahara Occidentale e una storia marcata da costanti correnti migratorie rendono l'entità territoriale di questo Paese, così come di altri paesi africani, difficilmente definibile se non con il ricorso ai confini tracciati dalle colonie. E' quindi dal XIV secolo che si può constatare una netta distinzione politica che separa la regione dal resto del Maghreb.
A partire dal XIII sec. i Maqil, nomadi provenienti dall'oriente arabo, si sono insediati progressivamente nel territorio che si estende dall'Oued Draa all'attuale Mauritania, entrando in simbiosi con i berberi, anch'essi nomadi. E' da questa unione che nasce l'attuale popolazione del Sahara Occidentale. Ciò che fa oggi del Sahara Occidentale una "nazione" e un popolo, come per altri Paesi, africani e non, non è il riferimento a frontiere del passato precoloniale ma la volontà di un popolo che si identifica nella medesima impronta sociale e linguistica.


LA COLONIZZAZIONE (1400-1900)
Verso il 1433-34 il portoghese Gil Eanes tocca per la prima volta la costa dell'attuale Sahara Occidentale.
Alla fine del XV sec. la Spagna si assicura, grazie alla mediazione papale, il controllo delle isole Canarie e di parte della costa africana (da Cap Bojador all'attuale Agadir), mentre il Portogallo si assicura il controllo della costa a sud di Cap Bojador.
L'occupazione spagnola si limita al litorale ed è solo alla fine XIX sec. che la sua presenza diviene effettiva, nel quadro della corsa alla colonizzazione dell'Africa. Nel 1884, in seguito alle spedizioni intraprese da Emilio Monelli, la Spagna dichiara sotto la propria protezione la regione del Rio de Oro e conclude accordi con i capi-tribù locali. L'anno seguente, alla Conferenza di Berlino, viene ratificata la partizione dell'Africa e la Spagna vede riconosciuti i propri diritti sui territori del Sahara.
In seguito, altri trattati vengono conclusi tra la Spagna e la Francia per stabilire le rispettive zone d'influenza nell'Africa Occidentale:
trattato di Parigi (27 giugno 1900): fissa le frontiere meridionali e orientali del Rio de Oro; convenzione di Parigi (3 ottobre 1904): fissa la frontiera settentrionale includendo il Saguiet El Hamra e la zona di Tarfaya fino all'Oued Draa; convenzione di Madrid (27 novembre 1912): conferma le frontiere e limita quelle dell'enclave di Ifni.


LA RESISTENZA ALL'OCCUPAZIONE SPAGNOLA E FRANCESE (1400-1950)

La scarsa penetrazione della Spagna nelle zone interne della colonia, garantisce libertà d'azione alla popolazione sahrawi impegnata contro l'occupazione. Il leader religioso (cheick) Ma El Ainin, che si stabilisce nella zona del Saguiet El Hamra (fiume rosso) e fonda Smara, rendendola centro religioso e politico, dirige azioni di resistenza contro l'occupazione coloniale sia al nord che al sud del Sahara; in un primo tempo trova l'appoggio del sultano del Marocco per rifiutarlo immediatamente dopo, quando il sultano decide la collaborazione con la Francia.
Il 23 giugno del 1910 è l'esercito francese a bloccare l'avanzata dei patrioti sahrawi; la lotta, dopo la morte nell'ottobre dello stesso anno di Cheick Ma El Ainin, viene portata avanti dal figlio che entra a Marrakesh nel 1912. La Francia reagisce violentemente, radendo al suolo la città di Smara e distruggendo la biblioteca, che conteneva più di 5000 manoscritti. Sotto il protettorato francese del Marocco ed in particolare tra il 1924 e il 1932, i sahrawi conducono azioni di guerriglia, sfruttando la loro conoscenza del territorio. La repressione francese è dura e supportata dalla collaborazione spagnola che dal 1934 diviene effettiva.
E' la scoperta dei giacimenti di fosfati di Bou Craa negli anni Cinquanta ad aprire una fase di colonizzazione più intensa e ad una trasformazione della società tradizionale. Lo sfruttamento economico delle nuove risorse richiede nuova forza lavoro e comporta la sedentarizzazione della popolazione. La scuola è un privilegio raro e solo a pochissimi sahrawi è permesso di studiare in Spagna.


LE RIVENDICAZIONI ESTERNE (1956-1966)
La fine degli anni Cinquanta, con la maturazione dei movimenti indipendentisti africani e arabi, rappresenta il punto di svolta nella storia della regione.
Il 2 marzo del 1956 il Marocco ottiene l'indipendenza e reclama ufficialmente i territori del Sahara Occidentale sotto l'occupazione spagnola, in vista della realizzazione del"Grande Marocco", ottenendo la zona di Tarfaya (10 gennaio 1958).
La Spagna amministra il Sahara come una provincia interna, rappresentata da tre deputati nel Parlamento spagnolo e governata da un delegato del generale Franco.
La proclamazione d'indipendenza della Mauritania il 28 novembre 1960 aggiunge un nuovo soggetto nella questione della rivendicazione del territorio del Sahara.
Il 16 ottobre 1964 il Comitato per la decolonizzazione dell'ONU adotta una risoluzione che demanda alla Spagna l'applicazione, per Ifni e il Sahara Occidentale, della risoluzione dell'Assemblea Generale ONU datata 14 dicembre 1960 sul diritto all'indipendenza dei Paesi sotto dominazione coloniale. Due risoluzioni analoghe sono adottate, in tempi successivi (16 dicembre 1965 e 20 dicembre 1966), dall'Assemblea Generale ONU con il comune obiettivo di sollecitare la Spagna a organizzare un referendum, sotto il controllo delle Nazioni Unite, che permetta alla popolazione autoctona di esprimersi liberamente e preveda il ritorno degli esiliati.



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