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Cultura del Popolo

Saharawi

Il popolo saharawi deriva dalla fusione di tribù berbere e beduine autoctone e di elementi arabo-yemeniti arrivati nel Maghreb fino al 1300. La lingua parlata è l'hassanya, dialetto arabo tipico di molte popolazioni del Maghreb. Viene impartito anche l'insegnamento della lingua spagnola, a conferma della volontà di utilizzare positivamente l'eredità coloniale. La religione del popolo saharawi è islamica, vissuta in maniera tollerante e ben lontana da ogni fondamentalismo. La famiglia e la donna sono la vera struttura della società saharawi. A causa della lunga assenza degli uomini impegnati in una sanguinosa lotta di liberazione che è durata più di vent'anni, il ruolo della donna è cresciuto, non solo per quanto attiene alla maternità ma anche per la funzione di unica educatrice dei figli.
Il problema del popolo saharawi è simile a quello di altri popoli, ma presenta alcune singolarità:

  • " si è ribellato per ultimo al colonialismo occidentale e ha condotto una guerra di liberazione esclusivamente sul proprio territorio, in difesa dall' aggressione dei paesi confinanti;
  • " non ha ottenuto la sovranità sul proprio territorio alla fine della dominazione coloniale, contrariamente a quanto avvenuto per le altre ex-colonie;
  • " è alla ricerca di una soluzione pacifica e legalitaria del proprio problema: ne è prova il rifiuto del terrorismo quale arma di propaganda;
  • " non si è affidato solamente alla solidarietà internazionale, ma ha saputo reagire fieramente, organizzando una rete diplomatica capillare che ha portato ovunque la sua immagine e la sua causa.

La storia di un popolo, di una cultura che, fra mille difficoltà di ogni genere è riuscito a reagire e a costruire, in esilio, un tessuto sociale che ha dato prova di una grande forza morale, rendendo vivibili ed organizzate le grandi tendopoli del deserto algerino, in cui sono costretti a vivere dal 1975 a seguito dell'invasione da parte del Marocco del Sahara Occidentale. Il popolo Saharawi non si è mai rassegnato ad una vita di esilio. Mentre l'esercito, composto da volontari, lottava per la propria indipendenza, nei campi profughi si sono organizzati ospedali, scuole, asili con servizi che stupiscono per efficienza se consideriamo le grandi difficoltà in cui sono costretti ad operare.
Un popolo, quindi, che lotta duramente per la propria indipendenza ma che trova la forza e il modo per dare assistenza ed educare i propri figli e che dà prova di grande maturità e lungimiranza verso il futuro. Su questo aspetto, il popolo Saharawi rappresenta un'eccezione se paragonato ai drammi di tanti popoli profughi nel mondo.



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